VICO EQUENSE: STORIA, ARTE E CULTURA
Vico Equense è il primo approdo sul cammino verso la Penisola Sorrentina, terra dalle coste frastagliate ed inaccessibili, da colori e profumi inebrianti.
Il toponimo deriva da Aequana, l'antico borgo marinaro di Vico, unito a "vicus", ossia villaggio.
La cittadina è adagiata su un promontorio roccioso a picco sul mare ai piedi del Monte Faito. Abitata sin da tempi remoti, Vico Equense conserva testimonianze delle civiltà che la dominarono, tra cui etruschi, osci e romani. Sorta sulle rovine dell'antica Equa Fenici, ha implementato sull'assetto urbanistico romano le successive sovrapposizioni medioevali. La città, priva di mura difensive, subì gli attacchi del Pisani, degli Aragonesi e dei Sorrentini. Fu solo nel 1300 che Carlo d' Angiò la cinse di mura e ricostruì il borgo al suo interno.
Sede vescovile dal 1271 al 1818, durante il dominio aragonese vide crescere in modo esponenziale l'attività edilizia.
Tra il 1837 ed il 1857, durante il regno di Ferdinando II, la cittadina di Vico Equene fu sconvolta da alcune epidemie e un terremoto che lasciarono immune la fiorente produzione del cantiere navale, attiva fino al 1870.
La città ha dato i natali ad importanti personaggi tra cui Giovan Battista della Porta, Filippo Caulino e Luigi Serio, caduto nel 1799 per difendere gli ideali della Repubblica Partenopea.
Ricca di storia, Vico Equense è sede del Museo Mineralogico campano, uno dei musei scientifici più interessanti della Campania. Istituito nel 1992, il museo custodisce 3.500 minerali, di 1400 tipi, raccolti in 50 anni di ricerca dall'ingegnere Pasquale Discepolo.
Rinomata per il folklore che continua a vivere in essa, Vico Equense ospita, nel mese di agosto, il Festival Internazionale delle Tradizioni popolari, occasione di scambio culturale tra popolazioni lontanissime. La manifestazione, momento di rilevanza sociale e culturale, consente a formazioni artistiche di tutto il mondo di interagire attraverso esibizioni, canti e balli popolari.
Altro appuntamento da non mancare, tra le numerose manifestazioni della penisola, è la Festa delle Pacchianelle: dal 1909, il 6 gennaio, oltre 300 figuranti in costume danno vita ad un suggestivo presepe vivente. In tale occasione le "pacchianelle", bambine e donne che, in abiti contadini, portano in dono al bambin Gesù i prodotti tipici della tradizione locale.
Da non perdere i festeggiamenti in occasione della festa in onore del Santo patrono della città, SS Ciro e Giovanni, il 31 gennaio.